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la scrittura anonima

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giovedì, 06 settembre 2007

 

 

 

poesia scritta con meno capelli e la faccia meno dolce della fotografia incollata sulla carta d'identità
mi dispiace non mi ricordo di essere stato io quel corpo che guarda la Francia qualche mese prima dell'euro
in faccia il flash della cabina delle fototessere
il ricordo di un suicidio di cinque anni fa giù da un tetto girogirotondo casca il mondo spacca la testa che conteneva la Terra più una mezza preghiera una soap opera un voto alle politiche, ladri, poesie, fiori, preservativi- folla sui ponti-
la guardia medica con l'ambulanza a sirene spente a settembre
alle 5 del mattino arriva la dottoressa con la siringa
facce verdi- ombrelli vecchi lasciati qui- la luce che salta in bagno- fili intrecciati, fiori secchi, nessuno nel vano della finestra piena di mani in sogno e questo
non è che un intervallo disse la tomba
pensando che dovrei lavarmi i capelli dopo venti giorni
piangere per il sapone negli occhi come da bambino 
ma la poesia ha qualcosa che io non ho
non faccio che ricopiare pettegolezzi dal mondo dei sogni
quasi in diretta fino sul foglio di carta
come dire quest'attività è venduta, questi sono i sospetti
le mutandine di L. assenzio rosso appese a asciugare fuori
nuvole scure aria immobile fili senza uccelli-
sono uno scrittore zuccherato e triste
che scrive poesia zuccherata e triste
su quattro amori passati sesso facce arrossite
io rimango dietro la porta chiusa
perché non riesco mai a sognare di fare l'amore
come il gatto G. dei fumetti che toglie i lunedì dal calendario
lo spirito chiude la comunicazione prima di riuscire a venire
in faccia alla tristezza di quei sogni
o allo stesso tempo sulle lenzuola in questo mondo
perché non parlare del perché non ho una fidanzata
Rimbaud sotto la sedia con la stanza sopra
respiro in bocca e mani piene di formiche
ho le labbra spellate e vecchie disgrazie rivissute in sogno- future stupidaggini da compiere- poesie da scrivere- pioggia grigia, occhi arrossati, pozzanghere fredde, persiane chiuse, nomi sui campanelli- i sabati pomeriggio della morte-
dolcissimo distaccato deperibile delicato- non è una novità-
ho solo trentacinque anni e sono già talmente triste

 

 

 

 


Postato da: enneenne a 22:02 | link | commenti |