la scrittura anonima
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Fuoco fuochello / la fiamma traballa / il bue è nella stalla; / il bue e l'asinello, / è nato un bambinello. / Mi guardo intorno alla ricerca dell’accendino. Dove l’ho messo? Ho il viziaccio di appoggiarlo dovunque mi trovi. Così non lo ritrovo mai. Mi alzo e mi accorgo che sto traballando. Devo sbrigarmi. Frugo con le mani tra i cuscini del divano nell’oscurità che si è fatta totale, assoluta. Mi coglie il pensiero che forse non è così. Forse sono io che sono stordito e credo di essere nel buio totale. Ma dimmi se è il momento di pensare a questo. Dov’è quel maledetto accendino. L’ultima sigaretta l’ho fumata prima di aprire le manopole. Mi alzo di nuovo e vado ai fornelli. E lui è lì. Placido. Posato accanto alla macchinetta del caffè. Lo prendo. Lo sguardo si posa sulla quarta manopola. Ancora quella sensazione. Come una frustata. Mi volto di scatto, di nuovo. E torno al divano. Mi siedo. Metto la sigaretta fra le labbra. Mi piacerebbe riuscire a dare una boccata. Prima della vampa. Mi chiedo se sia possibile. Fra poco lo scoprirò. E poi, anche questo, non è importante.
